RACHIDE DORSALE

Il rachide dorsale è composto da dodici vertebre ed è intimamente collegata alla gabbia toracica. Per questo motivo, un’alterazione del rachide dorsale influenza la gabbia toracica e viceversa.

L’inserzione delle coste attraverso le articolazioni costosomatiche e costotrasversarie diminuisce la mobilità della colonna toracica. 

Quest’ultima possiede movimenti di flessoestensione e movimenti associati di lateroflessione e rotazione. Le patologie principali che colpiscono il rachide dorsale sono i fenomeni di scoliosi e ipercifosi.

Le patologie principali che colpiscono il rachide dorsale sono i fenomeni di scoliosi e ipercifosi.

SCOLIOSI

È la condizione determinata dalla deviazione laterale e rotatoria della colonna vertebrale oltre i 10°, misurata secondo il metodo di Cobb.

La deformità si manifesta sui piani sagittale (lordosi del segmento scoliotico), frontale (inclinazione laterale) e coronale (rotazione vertebrale).

La più comune forma è la scoliosi idiopatica che, a seconda dell’età in cui viene diagnosticata, può essere suddivisa in diverse tipologie:

  • Infantile (nei bambini di età inferiore a tre anni)
  • Giovanile (tra i tre e dieci anni)
  • Adolescenziale (dopo i dieci anni)
  • Adulto (dopo il raggiungimento della maturità scheletrica)

Altre forme di scoliosi possono verificarsi per cause congenite, post-traumatiche e neuromuscolari.

La scoliosi è un fenomeno la cui evoluzione è legata a numerosi fattori, tra cui maturità scheletrica, crescita ossea e sesso.

Ad esempio, le donne sono maggiormente predisposte a una maggiore evolutività della curva.

I segni clinici della scoliosi comprendono asimmetria delle mastoidi, sterno-claveare e delle spalle, una diversa prominenza scapolare, una cresta iliaca elevata rispetto alla controlaterale.

La scoliosi genera alterazioni strutturali che si manifestano a carico dei dischi intervertebrali: essi appaiono assottigliati e degenerati sul versante concavo della curva e della gabbia toracica che mostra un gibbo posteriore sul lato convesso e uno anteriore sul lato concavo. In caso di grave scoliosi (circa 60-70°), la funzionalità respiratoria viene compromessa.

Gli approcci utilizzabili per il trattamento della scoliosi sono:

  • Terapia manuale
  • Kinesiterapia
  • Terapia ortopedica
  • Terapia chirurgica (se > 45°)

Lo sviluppo del cranio è strettamente legato allo sviluppo della colonna vertebrale. Per questo motivo, le malformazioni della colonna vertebrale sono correlate a quelle della base cranica.

IPERCIFOSI

È determinata dall’insieme di deformità caratterizzate da una curva dorsale aumentata nel piano sagittale.

Anch’essa è valutata secondo il metodo di Cobb. Le deformità si possono esprimere secondo due modalità:

  • L’aumento dei valori angolari della cifosi fisiologica dorsale (20-45°)
  • La diminuzione dei valori angolari della lordosi fisiologica lombare (40-65°)

In giovane età è una condizione che si verifica in maniera asintomatica. Le più comuni forme di ipecifosi dorsali avvengono per cause posturali, congenite, post-traumatiche o come conseguenza del morbo di Scheuermann che colpisce i ragazzi in età adolescenziale (12-15 anni).

Un accentuato dorso curvo può provocare:

  • limitazione nel movimento del rachide cervico-dorsale e/o dorso-lombosacrale
  • Aumento del rischio di degenerazione dei corpi vertebrali coinvolti
  • Ipertonia dei muscoli paraspinali vertebrali
  • Stress maggiore a carico dei legamenti longitudinali anteriore e posteriore

Gli approcci utilizzabili per il trattamento dell’ipercifosi dorsale sono:

  • Terapia manuale
  • Kinesiterapia
  • Terapia ortopedica
  • Terapia chirurgica (se > 70°)

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